A partire dal 2024, la direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) dell’UE impone alle aziende produttrici di fornire un bilancio di sostenibilità comprendente i dati sulle emissioni indirette della supply chain prodotte da fornitori logistici esterni.
Con l’entrata in vigore della direttiva, gli obblighi normativi convergono con la crescente domanda dei consumatori sull’impatto ambientale delle aziende, orientando queste ultime a richiedere la misurazione delle emissioni ai freight forwarder.
Per i freight forwarder dunque, diventa sempre più importante investire in un calcolatore di emissioni di CO2 in grado di fornire misurazioni accurate e accreditate ai loro clienti.
Al fine di gestire e rendicontare in modo efficace i progressi in materia di sostenibilità, tutti gli attori coinvolti nella supply chain – aziende produttrici, imprese di spedizioni, investitori e autorità di regolamentazione – oltre ai consumatori, richiedono misurazioni sempre più trasparenti e attendibili sulle emissioni.
Nel giugno 2023, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sulla Corporate Social Responsibility Directive (CSRD), che si integra alle normative precedenti allo scopo di ottenere maggiore trasparenza e responsabilità nella rendicontazione delle informazioni sulla sostenibilità.
La direttiva prevede che le aziende presentino su base annuale un bilancio di sostenibilità contenente dati dettagliati sull’impatto ambientale, sulla responsabilità sociale e sulle pratiche di governance. Il bilancio deve obbligatoriamente comprendere i dati sulle emissioni relative alla supply chain, al fine di valutare se siano in linea con gli obiettivi di sostenibilità.
LE AZIENDE COINVOLTE E GLI AMBITI DI RENDICONTAZIONE
La direttiva CSRD si applica a tutte le grandi imprese – entità con più di 250 dipendenti e un fatturato netto superiore a 40 milioni di euro – comprese quelle quotate nelle borse valori dell’UE, nonché alle imprese extra-UE con importanti attività nell’UE.
Le aziende che rientrano nell’ambito di applicazione della CSRD dovranno iniziare a misurare le proprie emissioni di gas serra (GHG) relative agli ambiti 1-2-3 in conformità con gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) e iniziare a rendicontarle nel 2025.
Con la CSRD, l’UE assume un ruolo guida a livello mondiale nell’implementazione delle norme di rendicontazione delle emissioni, imponendo agli shipper di comunicare le proprie emissioni relative all’ambito 3 – ovvero le emissioni indirette della supply chain prodotte da fornitori logistici esterni a partire dal 2024. Si prevede che Regno Unito, Stati Uniti, Australia e Brasile seguiranno l’esempio con normative simili, rendendo potenzialmente il 2024 un anno cruciale per gli standard globali di rendicontazione delle emissioni in questo ambito.
LA MISURAZIONE DELLE EMISSIONI RELATIVE ALLA SUPPLY CHAIN (AMBITO 3)
La misurazione e la rendicontazione delle emissioni relative all’ambito 3 sono particolarmente complesse per lo shipper, in quanto derivano da attività indirette di asset non controllati internamente. Tra queste figurano le emissioni relative al trasporto e alla distribuzione, tra le categorie più difficili da misurare, oltre che ad alto impatto ambientale.
Gli shipper dovranno affidarsi dunque ai loro fornitori, in primis ai freight forwarder, per ottenere dati accurati sulle emissioni. Per questa categoria diventa dunque importante riconoscere che i dati sulle spedizioni in loro possesso sono una risorsa preziosa per i loro clienti e che rappresentano la chiave per ottenere misurazioni accurate e accreditate per la redazione del bilancio di sostenibilità.
IL CALCOLATORE CARBONCARE: UN VALORE AGGIUNTO PER LE IMPRESE DI SPEDIZIONI
I freight forwarder possono prepararsi in modo proattivo per fornire queste misurazioni ai loro clienti, investendo in uno strumento efficace per il calcolo delle emissioni. Il calcolatore di CO2 commercializzato da Cargo Start per conto dell’azienda svizzera CarbonCare è stato sviluppato appositamente per dare supporto agli operatori logistici per la riduzione dell’impatto sul clima e per l’integrazione di una “carbon intelligence” nella loro attività.
Validato di recente dalla società di certificazione leader mondiale SGS, il metodo di calcolo di CarbonCare si basa sullo standard ISO 14083:23 – allineato ai principi del quadro GLEC 2.0 – e fornisce misurazioni precise e coerenti delle emissioni, per tutte le modalità di trasporto, a livello di singola spedizione. Le misurazioni di CarbonCare, inoltre, hanno la validità di “crediti di compensazione” da investire nei progetti di protezione climatica promossi dalla fondazione myClimate.
Il calcolatore CarbonCare non è dunque solo uno strumento utile per aiutare i freight forwarder a prendere decisioni informate e più climate friendly per la pianificazione delle loro operatività, ma anche per raccogliere in modo proattivo i dati delle spedizioni e fornire agli shipper misurazioni e report sulle emissioni “audit ready”, consentendo loro di assolvere ai sempre più complessi obblighi normativi.
Maggiori informazioni su CarbonCare
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